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Intervista ad A. Modugno – A Tutta Salute n.21 con Eva Lacertosa

Buonasera telespettatori di “A Tutta Salute: le eccellenze italiane”; oggi è un’altra eccellenza e l’abbiamo preannunciata ieri: la dottoressa Alessandra Modugno.

Io sono un’oculista prestata all’ocularistica, nel senso che ho una doppia specializzazione: sono un medico specializzato in oculistica e in oftalmoplastica; un po’ figlia d’arte, perché mio nonno ha fondato la prima fabbrica di protesi oculari in Italia, ho avuto un padre oculista e una madre ocularista, quindi ho ereditato due competenze, che fondendole insieme mi hanno aiutato a cercare di dare il meglio nella mia professione.

Le nostre eccellenze sono sempre molto umili e i telespettatori sapranno che cosa fa la dottoressa ma intanto vediamo il suo percorso: laurea in medicina e chirurgia; nell’88’ specializzazione in oftalmologia e chirurgia oculare; dall’88’ in poi direttore tecnico protesico e consulente oculista in protesi oculari, “Ocularistica Italiana” a Roma e collabora con gli ospedali pediatrici.

Sì perché in un laboratorio di ocularistica cosa si fa? Si applicano delle protesi oculari a quelle persone che sfortunatamente hanno perso un occhio e possono esserci dei motivi tumorali, dei motivi traumatici, dei motivi malformativi o di malattie e negli anni mi sono specializzata in tutte quelle che erano le problematiche pediatriche, ecco perché collaboro con tanti ospedali pediatrici e in particolare con il “Bambin Gesù”, abitando a Roma, su tutto ciò che riguarda le malformazioni oculari e anche quelle congenite (quindi dalla nascita); questo perché purtroppo può capitare che i bambini possano nascere con un occhio malformato e può essere un occhio più piccolo o addirittura l’assenza di un occhio o di entrambi, quindi i bambini che presentano delle malformazioni oculari gravi bilaterali e purtroppo non hanno la possibilità di recuperare la vista, hanno però la possibilità di recuperare l’estetica, che è molto importante a livello sociale, perché un bambino si avvicina più facilmente a un altro bambino “normale”, che non abbia alterazioni fisionomiche.
Ce lo raccontano anche le mamme, che delle volte questi bambini vengono accettati meglio quando hanno le protesi, perché vedono gli occhi e per loro sono dei bambini “normali”; poi i bambini sono molto semplici e di conseguenza agiscono in maniera molto semplice.

Dottoressa, lei è membro della Società Italiana e Inglese di Oftalmoplastica: in Italia esiste una società apposita che si occupa di questi problemi che si chiama S.I.C.O.P, la società italiana di oftalmoplastica, che racchiude un numero di chirurghi eccellenti in questa area, così come quella inglese, in cui è stata invitata più volte, proprio per la riabilitazione pediatrica.

È importante che le persone ascoltino le sue parole e i suoi messaggi, che io vorrei che fossero diretti e chiari per chi ha un problema di questo tipo.

Ci sono pazienti che a causa di traumi, di malattie, di incidenti stradali (talvolta si riesce a salvare l’organo e talvolta no) hanno un occhio che diventa un po’ più piccolo e bianco ma non c’è bisogno di un intervento chirurgico, perché si può applicare, al di sopra di questo occhio, una sorta di grande lente a contatto che riproduce l’occhio controlaterale e quindi dà la possibilità al paziente di avere lo stesso sguardo e inoltre ciò che voglio sottolineare è che tutta questa procedura è a carico dell’ASL o dell’INAIL in caso di traumi, ed è una cosa molto importante: i pazienti devono sapere che non devono pagare ma devono fare una procedura che è loro concessa, in quanto sono considerati invalidi civili nel caso della perdita visiva anche solo da un occhio o nei traumi sul lavoro sono ovviamente assistiti dall’INAIL. Ciò che dico io è che l’importante è salvare la vita.
Poi oggi è possibile utilizzare delle tecniche chirurgiche innovative, che quando bisogna togliere un occhio per motivi tumorali, si può permettere alla protesi di girare come l’altro occhio, quindi con un ottimo risultato estetico e un ottimo reinserimento sociale del paziente.

Lei ci sta svelando e ci sta aprendo un mondo che sicuramente sarà utilissimo ai telespettatori, anche perché questa puntata, come tutte le altre, non va solo in onda a quest’ora, ma va anche sui social, quindi su Youtube, in tutto il mondo e in qualunque momento una persona può sapere; è importante fare informazione, specialmente nei bambini tanti pensano che per poter raggiungere un risultato sulla malformazione bisogna fare tanti interventi ma invece, per esempio, si applicano delle protesi di grandezza crescente, un po’ come se a un bambino si mettesse un apparecchio per i denti storti e si cambiasse dopo qualche mese o dopo qualche anno, in modo tale che le due parti si sviluppino regolarmente e i bambini possano avere un aspetto estetico che permetta di inserirsi in qualsiasi mondo molto più facilmente.

A proposito di inserimento, lei è parte integrante di una ONLUS che è “La Porta del Cielo”:
io ho conosciuto “La Porta del Cielo” attraverso un progetto per un bambino che mi piace ricordare, perché questo bambino mi fu inviato proprio dal Bambin Gesù perché era nato con una malformazione congenita (e il dottor Zenga se n’è occupato veramente tanto) e aveva un occhio più piccolino: noi abbiamo cominciato a fornirgli gratuitamente le protesi per aiutare queste associazione, così come abbiamo fatto per altri ed è una cosa che ci riempie molto; io dico sempre che noi da queste situazioni noi riceviamo molto più di quello che diamo, soprattutto dai genitori.

Io sono stata invitata a un evento al quale purtroppo non ho potuto partecipare: ce lo può raccontare?
Io ho partecipato per mia fortuna: è un bellissimo evento che si è svolto l’altra settimana all’Elizabeth Hotel a Roma, ci sono stati più di 130 partecipanti, sono venute delle persone molto carine che hanno aiutato, donato e la finalità era di far conoscere questa associazione, di dare la possibilità anche di raccogliere dei fondi, peraltro si sono prestati dei produttori di birra e anche altri prodotti alimentari, che hanno donato i loro prodotti per fare la cena in maniera molto generosa e devo dire che è stata una cosa veramente gradevole.
Io e altri medici che partecipiamo a questa iniziativa abbiamo aderito molto volentieri e anche l’attore famoso Andrea Roncato, che è intervenuto con una sua poesia molto commovente; comunque le auguro di poter partecipare con noi in futuro.

Io penso a questi bambini che hanno questa opportunità di essere aiutati ed è bene che lo sappiano.
Oggi ho conosciuto una signora di 80 anni che aveva un occhio rovinato ma ora è rinata ed era super contenta di aver finalmente due occhi per poter uscire senza che nessuno la guardasse.
È qualcosa di molto semplice, è ambulatoriale ed è importante che i pazienti conoscano questa possibilità.

Dottoressa, io sono contenta perché “A tutta salute: le eccellenze italiane” può essere veramente utile agli italiani, che possono andare sul sito www.ocularistica.it dal quale possono avere tutte le informazioni relative a questa attività.

La ringraziamo, ci teniamo a stare con lei; non mancherà occasione per rincontrarci anche con i telespettatori.
Vi auguriamo una buona serata, a domani.