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Anoftamo e Microftalmo congenito

La diagnosi microftalmia o anoftalmia si basa su dei criteri clinici e di studio per immagini. Gli studi epidemiologici in materia ci dicono che il microftalmo si presenta in 1,4 casi per 15.000 bambini nati vivi, mentre l’anoftalmo 0,8 per 100.000 nati vivi.

Per anoftalmo congenito s’intende la totale assenza del bulbo oculare in presenza degli annessi oculari (palpebre,congiuntiva e apparato lacrimale), dovuto ad una mancanza di formazione della vescicola ottica all’inizio della gravidanza.

In caso di anoftalmia congenita bisogna inserire una protesi che permetta la spontanea apertura e chiusura delle palpebre nel primo mese di vita e sostituirla ogni mese per i primi sei mesi, e successivamente secondo parere medico.

Il microftalmo è dovuto, invece, a un arresto della crescita dell’occhio nelle prime settimane di vita intrauterina. Il termine di microftalmo identifica la presenza alla nascita di un occhio con una lunghezza assiale inferiore a 17 mm (la misura di riferimento alla nascita).

Il microftalmo può presentare un residuo visivo, specialmente nei casi bilaterali; nel caso in cui non è possibile recuperare la vista bisogna avviare un programma di riabilitazione estetica che può iniziare subito dopo la diagnosi di cecità dell’occhio malformato, il più precocemente possibile.

L’orbita di un bambino cresce per il 70% durante i primi tre anni di vita, mentre il restante 30 % si sviluppa nei successivi 5-6 anni.
L’intervento precoce stimolerà l’accrescimento sia della struttura ossea che dei tessuti molli (palpebre e congiuntiva), consentendo un ottimo risultato estetico.